L’AGRICOLTURA E LA CULTURA ARCHITETTONICA E URBANISTICA


L’agricoltura ha influenzato l’architettura e l’urbanistica moderna.

Il giardiniere Joseph Paxton, nella metà dell’800, inventa le serre in legno e vetro che ispirano la progettazione del Palazzo di Cristallo per l’Esposizione di Londra del 1851. La soluzione architettonica è così innovativa e ben accolta che le case iniziano a dotarsi di piccole serre annesse in ferro e vetro.

Dal rapporto agricoltura-urbanistica, nascono le “città-giardino” della fine dell’800 e dal rapporto agricoltura-architettura si sviluppano i roof-gardens o “tetti-giardino”, ripresi
successivamente nell’architettura moderna da Le Corbusier, teorizzati dai critici come il torinese Alberto Sartoris e aggiornati in chiave attuale dal “bosco verticale” di Stefano Boeri.


UNA SUGGESTIONE:
L’URBAN FARM DI SANTA BARBARA IN CALIFORNIA (1971-1974)

“Può sembrare bizzarro, in una mostra dedicata agli “orti urbani” di Torino, evocare un’esperienza così lontana nello spazio, ma anche nel tempo e nelle finalità, come la Urban Farm (“Fattoria urbana”) di Santa Barbara in California.
Ho scoperto e visitato la “fattoria urbana” di Santa Barbara, durata quattro anni, dal 1971 al 1974, grazie a una sua presentazione nel contesto di un corso di “Architettura alternativa” che seguivo all’Università di California a Los Angeles nell’ambito di una borsa di ricerca Fulbright sulla “progettazione ambientale”, condotta nel 1972-73 all’UCLA.

La Urban farm di Santa Barbara mi introduceva al concetto di “agricoltura in città”, intesa in senso ecologico, coniugata con l’high tech (cupola geodetica utilizzata come serra e come
luogo di incontro), con il risparmio energetico (pannelli solari, produzione di metano
ecc.) e con il concetto sociale ed educativo a cui era ispirata.

A partire dal 1974, fino al 2008, nei corsi da me tenuti al Politecnico di Torino, ho realizzato con i miei studenti un rilievo sistematico di tutti gli orti urbani esistenti a Torino ed effettuato ricerche storiche sul tema dell’agricoltura in città a Torino e ricerche sulle esperienze condotte in altri paesi, in modo da poter identificare i caratteri originali delle esperienze locali.”
Giovanni Brino


 

Scarica tutti i pannelli della mostra in formato PDF (83,9 MB)

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