GLI “ORTI DI GUERRA” DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE


L’agricoltura in città è sempre stata presente a Torino, ma a partire dalla Prima Guerra Mondiale assume dimensioni e forme tali da riplasmare lo stesso paesaggio urbano.

In quel periodo, anche su pressioni del governo, si cerca di coltivare in tutte le aree disponibili all’interno e nei pressi della città per affrontare le difficoltà di approvvigionamento del cibo.

A partire dal 1917 l’Amministrazione Comunale destina ai privati cittadini alcuni “terreni incolti” per la coltivazione.

Il regolamento e il dibattito consigliare che ne precede l’approvazione, sono rintracciabili negli Atti del Consiglio Comunale del 1915.


Nel 1917
800.000 mq
circa di orti

L’iniziativa riscuote grande successo: non solo tutti i lotti messi a disposizione vengono occupati ma, in alcune zone come quella del Pilonetto adiacente al Po ricca d’acqua per l’irrigazione, le coltivazioni si espandono e gli aspiranti coltivatori bonificano alcune aree attigue a quelle comunali, liberandole dai detriti rimasti in seguito all’Esposizione del 1911.

Numerosi cittadini richiedono i terreni incolti, stimolando l’Amministrazione Comunale a promuovere nuove iniziative.

Nel 1918, viene varato un grandioso piano di coltivazioni che mette a coltura importanti aree cittadine: patate e frumento al parco del Valentino, cipolle nei vivai comunali e nei giardini della Mole Antonelliana e ortaggi vari al Monte dei Cappuccini.


 

Scarica tutti i pannelli della mostra in formato PDF (83,9 MB)

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al suo funzionamento. Cliccando su "Accetto" o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per saperne di più