GLI ORTI TRA LE DUE GUERRE


Alla fine della prima guerra nel 1919 l’Amministrazione Comunale torinese sospende ogni intervento diretto sulle coltivazioni. Ma non diminuisce l’interesse dei cittadini di origine contadina, allora numerosi.

A metà del 1920 la “Famija Turineisa”, che aveva per missione la difesa delle tradizioni subalpine, allarga la sfera delle sue attività e riesce faticosamente a creare due nuclei di orti familiari.

Il successo dell’iniziativa della Famija Turineisa anticipa l’azione promossa successivamente dall’Ente Orti Torinesi. Emanazione dell’Opera Nazionale Dopolavoro Fascista (OND), l’ente si appropria del tema dell’agricoltura in città, in nome della politica “ruralistica” del regime.

Nel 1930
1.200.000 mq
circa di orti


 

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