GLI “ORTI DI GUERRA” DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE


GLI ORTI DELLA PROPAGANDA

In tempo di guerra con i massicci bombardamenti, vengono coltivati sia grandi campi che orti particolari.

Da un lato le coltivazioni richiedono grandi spazi: grano, frumento, granoturco, granone, mais, meliga, segala e persino riso, soprattutto quelli indispensabili per il pane e la polenta.

Dall’altro le coltivazioni possono essere effettuate anche in spazi di piccole dimensioni: patate, pomodori, cavoli, cavolfiori, cipolle, fagioli, zucche e insalata.


Le patate e i cavoli sono alimenti primari e vengono coltivati dal Comune su grandi superfici: le patate al Valentino e i cavoli in gran numero (addirittura 500.000) alla Cascina Continassa, per calmierare i prezzi del mercato o per la popolazione bisognosa. Si coltivano anche altri prodotti agricoli come i girasoli e la soia, che servivano a ricavare l’olio, e la frutta contenente zucchero, indispensabile per l’alimentazione dei bambini.

Anche gli animali vengono allevati in città, soprattutto quelli di piccola taglia come polli, conigli, anatre, colombi, maiali e persino le api, per ricavarne il prezioso miele e per cacciare altri insetti.
Di conseguenza si coltivano in città anche i mangimi come l’avena, la biada, le rape da foraggio.


 

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